Contratti di collaborazione e consulenza
Nei contratti di collaborazione e consulenza, la mancanza di regole chiare genera spesso contestazioni su attività svolte, compensi, responsabilità e risultati attesi.
Lo Studio assiste imprese, startup, professionisti e consulenti nella negoziazione e redazione di contratti su misura, costruiti per definire con precisione l’oggetto dell’incarico, le modalità di esecuzione, i corrispettivi e i limiti di responsabilità, preservando l’autonomia del professionista.
L’obiettivo è prevenire conflitti, tutelare gli incassi e rendere il rapporto di collaborazione chiaro, equilibrato e sostenibile nel tempo.
Chiarezza sul perimetro: il vero valore del contratto di consulenza
Nei contratti di collaborazione e consulenza, il punto più critico non è “avere un contratto”, ma definire con precisione che cosa deve essere fatto, entro quali limiti e con quali modalità.
Molti conflitti nascono da incarichi descritti in modo generico, che lasciano spazio a richieste aggiuntive, rework indefiniti o aspettative non allineate tra impresa e professionista.
Una regolazione contrattuale ben costruita serve a trasformare la collaborazione in un rapporto operativo chiaro, governando tempi, attività e responsabilità fin dall’inizio.
Oggetto dell’incarico: cosa è incluso e cosa è extra
La definizione dell’oggetto dell’incarico è la parte più importante del contratto. Qui si chiariscono in modo concreto:
- quali attività sono richieste e con quali deliverable;
- quali attività sono escluse o richiedono un nuovo accordo;
- quali informazioni, materiali o decisioni devono essere forniti dal cliente per consentire l’esecuzione dell’incarico
Questa sezione evita che la consulenza diventi un contenitore indistinto e consente a entrambe le parti di misurare correttamente l’adempimento e il valore della prestazione.
Limiti, rework e richieste successive: prevenire lo scope creep
Nelle collaborazioni professionali è frequente che, nel corso del rapporto, emergano richieste ulteriori o modifiche. Il tema non è impedirle, ma disciplinarle. Il contratto dovrebbe chiarire:
- quante revisioni o attività di rework sono incluse;
- quando una modifica diventa una prestazione aggiuntiva;
- come vengono gestite nuove richieste, cambi di priorità o ampliamenti dell’incarico.
Definire limiti e modalità di gestione del rework tutela sia l’impresa sia il professionista, evitando richieste indefinite o non remunerate.
Gestione dei contatti, dei confronti e dei flussi comunicativi
Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda come e con chi avvengono i confronti durante la collaborazione. In assenza di regole chiare, richieste informali, messaggi frammentati e interlocutori multipli possono generare confusione, rallentamenti e contestazioni.
Il contratto può disciplinare:
- i referenti autorizzati per ciascuna parte;
- le modalità di comunicazione (riunioni, call, email, strumenti di project management);
- la frequenza dei confronti e i momenti di verifica
- il valore vincolante (o meno) delle indicazioni fornite informalmente
Una gestione ordinata dei contatti consente di evitare escalation inutili, sovrapposizioni decisionali e richieste non tracciabili, rendendo il rapporto più efficiente e controllabile.
Corrispettivi e modalità di pagamento: tutela degli incassi
Nei contratti di consulenza, la disciplina dei corrispettivi deve essere concreta: importi, scadenze, modalità di fatturazione, eventuali acconti, rimborsi e condizioni per il pagamento.
È fondamentale regolare anche cosa accade in caso di ritardi o mancati pagamenti, prevedendo strumenti come:
- sospensione delle prestazioni;
- gestione delle attività già svolte e dei deliverable maturati;
- risoluzione del contratto nei casi più gravi.
Una disciplina chiara tutela gli incassi e riduce il rischio che la parte economica diventi motivo di frizione costante.
Durata, tempi e gestione operativa della collaborazione
Per evitare incomprensioni, il contratto deve disciplinare durata, tempistiche, milestone e modalità di coordinamento. Questo è particolarmente importante in contesti dinamici come startup e imprese digitali, dove priorità e obiettivi possono evolvere rapidamente.
Previsioni su deliverable, scadenze e approvazioni rendono la collaborazione più misurabile e riducono il rischio di contestazioni a posteriori.
Risoluzione, recesso e cessazione del rapporto
La disciplina di recesso, risoluzione e cessazione è essenziale quanto l’avvio del rapporto. È importante chiarire:
- quando una parte può recedere e con quali preavvisi;
- cosa accade ai compensi maturati;
- come vengono consegnati materiali, documentazione e output prodotti.
Regolare bene la fase di uscita tutela entrambe le parti nel momento più delicato della collaborazione.
Responsabilità e limiti di responsabilità
Nei contratti di consulenza è fondamentale disciplinare le responsabilità del professionista in modo proporzionato alla natura dell’incarico e al valore economico della prestazione.
Clausole chiare aiutano a distinguere tra obblighi di diligenza, ritardi imputabili, carenze informative del cliente e risultati non raggiunti per cause esterne.
Una corretta regolazione dei limiti di responsabilità rende prevedibili le conseguenze di eventuali contestazioni.
Clausole e meccanismi che incidono sull’equilibrio della consulenza
Nei contratti di collaborazione e consulenza, alcune clausole sono decisive perché incidono su perimetro, operatività e sostenibilità del rapporto. In base al contesto, l’assistenza riguarda in particolare la negoziazione di pattuizioni relative a:
- oggetto dell’incarico e attività incluse/escluse;
- limiti di rework e gestione delle richieste aggiuntive;
- referenti, modalità di confronto e flussi comunicativi;
- corrispettivi, modalità di pagamento e tutele in caso di ritardi;
- durata, recesso e risoluzione del rapporto
- responsabilità e limiti di responsabilità.
Una corretta impostazione di queste clausole consente di prevenire conflitti, tutelare la parte economica e rendere la collaborazione più ordinata e sostenibile.
Il nostro approccio
Lo Studio assiste imprese, startup, founder e investitori nella negoziazione e redazione di accordi di investimento e di ingresso di nuovi soci, con un approccio orientato alla chiarezza preventiva e alla valutazione degli effetti concreti delle clausole nel tempo.
Ogni operazione viene strutturata su misura, tenendo conto degli interessi delle parti, delle prospettive di crescita e dell’equilibrio complessivo dell’assetto societario, con l’obiettivo di accompagnare l’ingresso del capitale in modo consapevole e sostenibile.
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L’attività dello Studio in ambito contrattuale si sviluppa attraverso specifiche aree di intervento, ciascuna approfondita in una pagina dedicata.
FAQ
Perché una definizione generica dell’oggetto dell’incarico apre la strada a richieste aggiuntive, rework indefiniti e contestazioni su ciò che è incluso o escluso. Un perimetro chiaro tutela sia il professionista sia il cliente e rende misurabile la prestazione.
No, dipende da quanto previsto nel contratto. È opportuno stabilire limiti al rework, il numero di revisioni incluse e quando una modifica diventa una prestazione aggiuntiva da concordare separatamente.
Il contratto può individuare referenti autorizzati, modalità di comunicazione e valore vincolante delle indicazioni fornite. Questo evita richieste informali, sovrapposizioni decisionali e gestioni operative caotiche.
Una disciplina chiara dei corrispettivi consente di prevedere tutele come sospensione delle prestazioni, gestione delle attività già svolte o risoluzione del contratto nei casi più gravi, riducendo il rischio di conflitti economici.
No, se il contratto preserva l’autonomia del consulente e disciplina correttamente modalità di esecuzione e coordinamento. Una regolazione adeguata riduce il rischio di riqualificazione del rapporto.
Attraverso clausole che definiscono responsabilità e limiti di responsabilità proporzionati alla natura dell’incarico e al valore economico della prestazione, distinguendo tra obblighi di diligenza e risultati non garantiti.
Sì, se il contratto disciplina recesso e cessazione, chiarendo preavvisi, compensi maturati e obblighi residui. Regolare l’uscita è fondamentale per evitare conflitti nella fase finale del rapporto.
Sempre, prima di avviare la collaborazione o di firmare accordi standard. Un’assistenza preventiva consente di chiarire limiti, tutele economiche e responsabilità, evitando problemi difficili da gestire a posteriori.
Nelle operazioni societarie e contrattuali la tempestività è spesso un fattore critico: trattative in corso, scadenze ravvicinate o decisioni che non possono essere rimandate richiedono un confronto immediato e concreto. Lo Studio opera con base a Genova, dove è possibile organizzare rapidamente un incontro in presenza, ma affianca con la stessa efficacia anche clienti che si trovano fuori sede, lavorando abitualmente da remoto e garantendo continuità, prontezza decisionale e un rapporto diretto con il professionista.
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